Per legge, un Buschenschank può stare aperto solo 180 giorni all’anno. Meno della metà del calendario. È il dato che spiega meglio di qualsiasi altro cos’è il Törggelen: non un format da ristorazione, ma una cosa che accade in una finestra stretta, per un motivo che ha a che fare con la vendemmia e non con il turismo.
Che cos’è il Törggelen?
Il Törggelen è la tradizione autunnale altoatesina di andare in un maso, dopo la vendemmia, a bere il vino nuovo e mangiare i prodotti della casa in un ordine preciso. Va da inizio ottobre (una fonte indica il 7 ottobre) a fine novembre. Nasce come festa privata dei contadini, non come offerta per ospiti.
La parola viene da “Torggl”, che in dialetto è la stanza dove stava il torchio, e “Torggl” a sua volta arriva dal latino “torculum”, torchio. Quindi il Törggelen è letteralmente “andare al torchio”: si andava nel locale dove si era appena pigiata l’uva, perché era lì che stava il vino nuovo.
Da dove viene questa usanza?
Nasce come festa privata. A vendemmia conclusa il contadino invitava parenti, amici e chi gli aveva dato una mano per festeggiare l’annata: si assaggiava quello che era venuto fuori dalle vigne e si mangiava quello che c’era in casa. Nessun cliente, nessun conto.
Il passaggio all’apertura al pubblico arriva nell’Ottocento. Migliorano le vie di comunicazione e i commerci, cominciano a passare viaggiatori, e i masi aprono le porte anche a loro. Da lì nascono i Buschenschank, cioè le mescite contadine. Sono quindi una cosa che è cresciuta dentro una festa di famiglia, non un’idea commerciale costruita a tavolino.
Come si riconosce un Buschenschank?
Dal “Buschen”: un mazzetto di rami appeso all’ingresso. È l’insegna tradizionale, e funziona come segnale che il maso è aperto e serve. Non è decorazione: è l’equivalente contadino della targa, e in origine diceva a chi passava che dentro c’era vino da bere.
Perché solo 180 giorni all’anno?
Perché il Buschenschank non è un ristorante, e la legge tiene ferma questa differenza: può restare aperto un massimo di 180 giorni all’anno. Il vincolo serve a mantenerlo per quello che è, cioè un maso agricolo che vende i propri prodotti, e non a trasformarlo in un’attività di ristorazione a tempo pieno.
La differenza pratica, per te che vai a mangiare, è questa.
- Buschenschank: è un maso, serve prevalentemente i propri prodotti, apre stagionalmente, per legge non oltre 180 giorni all’anno.
- Ristorante: apre tutto l’anno, ha una carta ampia, si approvvigiona dove vuole, non ha vincoli di questo tipo.
In che ordine si mangia?
L’ordine è il cuore del Törggelen e non è casuale: si va dal più dolce e leggero al più sostanzioso, seguendo lo stato di fermentazione del vino. Si comincia dal Sußer, si passa al Nuier, poi arrivano gli antipasti, i secondi e infine i dolci con le castagne. Sbagliare l’ordine non è vietato, ma si nota.
- Sußer — il mosto dolce, torbido, non ancora fermentato. Sembra innocuo, non lo è del tutto.
- Nuier — il vino nuovo della stagione, quello appena fatto.
- Antipasti — zuppa d’orzo, canederli al formaggio, Schlutzkrapfen (le mezzelune ripiene di spinaci).
- Secondi — costine, salumi, speck, salsicce artigianali, canederli, crauti.
- Dolci — Krapfen ripieni di marmellata e castagne arrostite.
Sußer e Nuier non sono due bevande tra cui scegliere: sono due stadi dello stesso prodotto, prima mosto e poi vino. Berli in quest’ordine è il modo in cui la sequenza racconta il passaggio dall’uva al vino, che è esattamente ciò che si sta festeggiando.
Le regole non scritte
Non sono scritte da nessuna parte, ma le conoscono tutti.
- Si prenota. Sempre. I posti sono pochi e in stagione si riempiono, soprattutto nei fine settimana.
- Si va con appetito. Le porzioni sono contadine e i piatti arrivano in sequenza: non fare il pieno con gli antipasti.
- Si mangia in ordine. La sequenza esiste, seguila.
- Non è un all-you-can-eat. Si ordina, si paga quello che si ordina, non c’è un buffet da assaltare.
- Non è un evento turistico. È una tradizione locale a cui puoi partecipare: la differenza si sente nel modo di stare a tavola.
- Non è veloce. Una serata di Törggelen dura, e la fretta è fuori luogo.
Il Törggelen in Bassa Atesina
Qui siamo sulla Strada del Vino, nel territorio del Pinot Nero, e la vendemmia è il fatto centrale dell’anno agricolo. Il Törggelen in questa zona è quindi molto vicino alla sua origine: masi che lavorano vino tutto l’anno e che in autunno aprono il locale del torchio.
Il periodo è breve, da inizio ottobre a fine novembre, e coincide con la stagione in cui l’autunno nella valle dell’Adige fa quello che sa fare meglio: castagneti, vigne che cambiano colore, sere fredde e stanze calde.
Dove andare
Su questo non ci sono scorciatoie: i Buschenschank aprono a rotazione, cambiano giorni e periodi ogni anno, e un elenco scritto invecchia in una stagione. L’associazione turistica locale tiene gli elenchi aggiornati con periodi e giorni di apertura, ed è la fonte da usare.
Da qui a casa
L’Hermann Hof è un maso ristrutturato con cinque appartamenti a Gleno (Glen), frazione di Montagna: non è un maso e non fa Törggelen. Quello che facciamo è dirti dove andare a farlo davvero. Ti diamo i contatti dei Buschenschank aperti nel periodo del tuo soggiorno e, se ti fa comodo, chiamiamo noi per prenotare.
Il vantaggio di stare qui in autunno è banale ma reale: sei in mezzo alla zona dove la cosa succede, e dopo una serata di Törggelen non devi guidare per un’ora. Gleno sta a 520-580 metri sulle pendici sud-occidentali del Monte Cislon, con i castagneti intorno. In ottobre e novembre è esattamente il posto giusto in cui rientrare la sera.
- Castelfeder: l’acropoli dell’Alto Adige →
- Il Sentiero del Pinot Nero: l’anello che passa da Gleno →
- La vecchia ferrovia della Val di Fiemme in mountain bike →
Foto: Thomas Monsorno
Nota sulla trasparenza: questo articolo è stato redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, e verificato dal nostro team.





