Su una collina che non supera i 408 metri di quota, tra Ora (Auer) a nord ed Egna (Neumarkt) a sud, ci sono più di 160 fondazioni di edifici. Non una o due: oltre centosessanta, appartenenti a epoche diverse, sovrapposte per secoli sulla stessa collina. Questa è Castelfeder, nel comune di Montagna (Montan), e il motivo per cui la chiamano l’acropoli dell’Alto Adige.
Che cos’è Castelfeder?
Castelfeder è una collina nel comune di Montagna, protetta come biotopo su 108 ettari, che si sviluppa tra i 222 e i 408 metri di quota. Conserva i resti di più insediamenti fortificati e ospita habitat rari per l’Alto Adige. È insieme sito archeologico, riserva naturale e zona ricreativa.
La combinazione è quello che la rende diversa da tutto il resto della Bassa Atesina. Non è un castello da visitare con il biglietto, non è un museo, non è un sentiero panoramico qualsiasi. È una collina dove cammini sopra tremila anni di storia con l’erba secca che ti arriva alle ginocchia.
Perché “acropoli”?
Perché l’insediamento più antico individuato sulla collina sembra essere un villaggio retico difeso da un’acropoli, cioè da una parte alta fortificata che dominava e proteggeva il resto dell’abitato. Lo schema è lo stesso delle acropoli mediterranee, applicato a un rilievo della valle dell’Adige.
I Reti sono la popolazione preromana di queste valli, e il loro villaggio è solo il primo strato. Sopra ci hanno costruito altri, in epoche diverse, riusando le pietre di chi c’era prima. Le oltre 160 fondazioni che gli archeologi hanno contato non sono un unico insediamento: sono la stratificazione di molti, ed è per questo che il conto è così alto.
Un sentiero di circa 2 km porta fin sopra, all’acropoli. Da lassù il panorama si apre sulla valle in tutte le direzioni, e capisci in due secondi perché qualcuno, tremila anni fa, ha scelto proprio questa collina.
Quanto dura l’escursione?
L’escursione tipica su Castelfeder è di 5 km con 180 metri di dislivello, per circa 2 ore di cammino. È un giro alla portata di tutti, senza tratti tecnici, e il sentiero all’acropoli è un ramo di circa 2 km che si innesta sul percorso principale.
- Lunghezza: 5 km
- Dislivello: +180 m
- Durata: circa 2 ore
- Sentiero all’acropoli: circa 2 km
- Quota: da 222 a 408 m
Numeri modesti, che però ingannano: Castelfeder è bassa ed esposta al sole tutto il giorno, e i 180 metri si fanno sentire più di quanto dica la cifra se li affronti alle due del pomeriggio in luglio.
Perché la vegetazione sembra quella di una steppa?
Perché tra i 222 e i 408 metri di quota, in una conca calda della valle dell’Adige, si crea un microclima secco e caldo che in Alto Adige è raro. Il risultato è una vegetazione quasi steppica, con prati arsi, rocce che scottano e specie che altrove in provincia non trovi.
Il biotopo protegge in particolare quattro tipi di habitat, e leggerli in fila fa capire quanto sia strana questa collina.
- Laghi eutrofici naturali con vegetazione a Magnopotamion o Hydrocharition
- Prati subpannonici
- Pareti rocciose silicee con vegetazione casmofitica
- Boschi pannonici di quercia
“Pannonico” e “subpannonico” rimandano alla pianura pannonica, cioè all’Europa centro-orientale. Habitat di quel tipo, qui, sono un’anomalia climatica: sono la prova che la conca di Castelfeder si comporta come un pezzo di steppa continentale finito per sbaglio tra le Dolomiti. Da questo derivano i prati secchi, i rettili che si scaldano sulle pietre e le orchidee che nei mesi giusti compaiono nell’erba.
Qual è il periodo migliore per andarci?
La primavera, senza discussioni. Le temperature sono ancora gestibili, le fioriture dei prati secchi sono al massimo e la luce sulla valle è la migliore dell’anno. In estate la collina diventa molto calda e resta esposta: se ci vai in luglio o agosto, muoviti la mattina presto o nel tardo pomeriggio.
Porta acqua più di quanta ti sembri necessaria, un cappello e scarpe che tengano sul terreno secco e sassoso. Non aspettarti fontane lungo il percorso e non contare sull’ombra: quella poca che c’è sta nei boschi di quercia, non sui prati aperti dove passa la parte più bella del giro.
Le leggende
Castelfeder è uno dei luoghi più ricchi di leggende locali di tutta la zona, e questo non stupisce: una collina abitata per millenni, con rovine sparse nell’erba e una vista che domina la valle, è esattamente il tipo di posto che genera racconti. Le storie che circolano sono molte e in versioni diverse, tramandate a voce. Se ti interessa, chiedile in loco: l’associazione turistica e i pannelli sul posto sono la fonte giusta, di sicuro migliore di qualunque riassunto scritto altrove.
Non solo a piedi
Il parcheggio del ristoro Castelfeder, sulla SS12 a nord di Egna, è anche il punto di partenza del giro in mountain bike sul tracciato della vecchia ferrovia della Val di Fiemme. Da lì il percorso sale con la pendenza gentile di una linea ferroviaria dismessa: 24,4 km, +929 metri, circa 2h20, difficoltà facile, dai 222 metri della partenza ai 1.126 di San Lugano.
Da qui a casa
Gleno (Glen) e Castelfeder stanno nello stesso comune, Montagna. Dagli appartamenti dell’Hermann Hof sei nel territorio comunale che comprende la collina, e il giro in mountain bike sulla vecchia ferrovia passa proprio da Gleno: il tracciato è lo stesso che vedi da casa.
Sull’accesso più comodo e sui tempi reali di spostamento chiedi a noi quando arrivi: te lo diciamo volentieri, con i riferimenti aggiornati dell’associazione turistica per orari e condizioni dei sentieri. Gleno sta a 520-580 metri di quota sulle pendici sud-occidentali del Monte Cislon, quindi rispetto ai prati arsi di Castelfeder hai il vantaggio di rientrare la sera in un posto più fresco.
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Foto: IDM Südtirol-Alto Adige / Alex Moling
Nota sulla trasparenza: questo articolo è stato redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche, e verificato dal nostro team.





